amministrative 2011: milano dabbene

Sembra una competizione tra persone per bene, quella di Milano. Voglio dire, le differenze ci sono tutte, tra le biografie di Pisapia e della Moratti, però è innegabile la sensazione che in qualche modo appartengano allo stesso inner circle degli abbienti.
Anche questo dovrebbe significare non molto in una competizione elettorale, e stare attenti ai programmi: qui, io non riesco proprio a capire perché un candidato – metti Pisapia – debba compilare un programma in cinquanta punti, su tutto lo scibile, il verde, il trasporto, le donne, i giovani e via così.
Mi chiedo: possibile non ci sia una cosa, una che è centrale per Milano, che riesca a fare da discriminante, tra qua e là? Perché non concentrarsi proprio su una cosa, invece di avere una proposta per tutti, che poi significa imprenditori, lavoratori autonomi, professionisti, in una parola Expo? Funziona questo modo? Qual è la differenza tra strati sociali “rappresentati” in questo tipo di competizione?
Ho guardato allora il programma di Mattia Calise, vent’anni, che si presenta con le liste 5 stelle di Beppe Grillo, volendo dar credito a un giovanissimo e a un’impresa da far tremare i polsi.
Il programma? Veramente, una cosa da borsa dell’acqua calda.
E questa dovrebbe essere – secondo i commentatori di sinistra, «la Repubblica» in testa – la linea del Piave, la possibilità di ribaltare il berlusconismo lì dove tutto è cominciato, dove – secondo loro – comincia sempre tutto, cioè Milano?

p.s. = dopo questo post è successo che i due candidati-sindaco si sono fronteggiati in un talk show televisivo e la Moratti ha aggredito Pisapia e lui non le ha stretto la mano.

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amministrative 2011: entropia della politica italiana

A Olbia, il candidato del centrodestra da ragazzo militava in lotta continua.
Invece, il candidato del centrosinistra – uscito fresco dal pdl – da ragazzo militava nelle file missine.
Il candidato ex missino è sostenuto da una coalizione che va dal fli a idv a sel, una “alleanza istituzionale”, partiti piccoli ma “nazionali”.
Il candidato del centrodestra ex lottacontinua è sostenuto dal partito sardo d’azione, partito “autonomista” per definizione.
Le accuse principali per ora si basano su “buste della spesa” come scambio di voti.
Il tutto condito dalla vicinanza con la “villa del padrone” – villa certosa – che difatti sarà in prima persona a comiziare.
Il pennacchismo è una implosione, una massa enorme – le ideologie del novecento – che si riduce piccola come un buco del culo. Le amministrative di Latina restano una cosa “provinciale”.
Questa invece è una vera esplosione. Un buco del culo del mondo – Olbia – dove la politica è completamente frammentata verso l’entropia. Le amministrative di Olbia squarciano la realtà nazionale.
Mi pare una cosa serissima, nient’affatto da snobare o da considerare freak.
C’è tutta “l’italia d’oggi”: micciché, fli, i responsabili istituzionali, il regionalismo, gli interessi padronali.
Pure il passato: le ideologie, il laurismo pure.
Insomma, sembra un paradigma.
«la Repubblica» si indigna per i posti elargiti da berlusconi e fa di Milano la linea del Piave aspettando che “se” crolla lì poi tutto cambierà.
Ma a Olbia siamo già al “mentre berlusconi”.
C’è un gran romanzo di Faulkner As I Lay Dying – Mentre morivo.

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