Giusta la legge sul negazionismo. L’antisemitismo va fermato

Selbstvernichtung, autoannientamento. Voi pensate – o almeno quelli di voi che lo pensano – che i nazisti abbiano annientato gli ebrei nei lager. È una bufala. Gli ebrei si sono annientati da soli. Si sono cercati l’autoannientamento. Perché gli ebrei sono negatori dell’Essere, sono portatori dell’oblio dell’Essere, in quanto sostenitori della Tecnica. Perché gli ebrei sono senza radici, cosmopoliti, e quindi negano lo spirito delle nazioni, soprattutto lo spirito dell’Europa e della Germania. Perché gli ebrei complottano per la modernità, con la finanza, e quindi sono portatori di un male terribile che mina il pensiero dell’Europa, che poi è il pensiero del mondo. I nazisti sono stati solo gli esecutori di una volontà ebraica, i nazisti sono stati solo gli esecutori di uno Spirito superiore che è quello della Germania – l’unica che ha capito che cosa davvero ci fosse in ballo, la Metafisica, perbacco –, e gli ebrei si sono ritrovati là dove non potevano che finire: nella Tecnica dell’autoannientamento, il lager. È questa la Shoah. Fico, come frittata rigirata, no? Mica bruscolini, è Heidegger, il più grande pensatore del Novecento, come vien spesso detto, ma è come quando si dice che il campionato italiano di calcio è il più bello del mondo, una cosa tanto per dire. Una banalità a oltranza. Questa spazzatura – i suoi Quaderni neri – va insegnata nei nostri atenei? Ci facciamo dei corsi semestrali o un master sul Selbstvernichtung?
L’altro giorno il Senato ha approvato la modifica dell’articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654, in materia di contrasto e repressione dei crimini di genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra, come definiti dagli articoli 6, 7 e 8 dello statuto della Corte penale internazionale e considera un’aggravante di tali crimini la negazione della Shoah. Il 27 gennaio 2014 è stato pubblicato il Rapporto della Commissione europea sull’attuazione della decisione quadro 2008/913/GAI, sulla lotta contro talune forme e espressioni di razzismo e xenofobia mediante il diritto penale. Le legislazioni nazionali europee non sono omogenee in merito. Il Senato ha fatto un passo verso una legislazione-quadro europea. Non è stato introdotto il “reato di opinione”.
Ora, una cosa è litigare sul fascismo, che è stato un regime politico. Il tempo ha affinato il giudizio storico e stemperato l’accanimento del giudizio. Tu oggi puoi dire che il fascismo ha fatto le bonifiche pontine oppure che la lira era più solida e se ne può discutere. E puoi parlare delle sue leggi razziali, e delle porcate “civili” a danno degli ebrei. Possiamo discutere dei Borbone a Napoli e nel Sud, se erano davvero industriosi visto che avevano costruito la tratta ferroviaria Napoli-Portici, e coltivavano i bachi da seta o avevano un certa industrializzazione in Calabria. Possiamo discutere della Vandea o del Terrore del Termidoro. Parliamo di Storia. Possiamo pure discutere del Terzo Reich, ammirare le immagini della Riefenstahl alle Olimpiadi di Berlino e al congresso di Norimberga o ragionare sull’orrore del bombardamento di Dresda o immaginare – con la storia dei “se” – cosa sarebbe stata l’Europa se Hitler avesse vinto. Philip Roth ha immaginato come sarebbe stata l’America se quel nazistello di Lindbergh fosse diventato presidente. L’antisemitismo però non è Storia, né reale né con “if”. L’antisemitismo attraversa la storia dell’umanità. Sempre, quando imbocca la via della catastrofe. Qui non è in questione se i morti nei lager siano stati sei milioni o trecentomila, qui non è in questione la banalità del male, o se alcuni capi delle comunità ebraiche siano stati o meno davvero responsabili di alcuni disastri – che è questo, lo scandalo della Arendt. Qui non siamo sul piano della Storia, cioè dello sguardo sul passato che non torna e sulle forme che assunse la catastrofe o la resistenza. L’antisemitismo non è questo tipo di cosa. È la negazione che un altro uomo sia umano. E questa non è un’opinione. È un abominio. Certo, una legge, né tanto meno gli aggravi di pena, non ferma l’abominio né l’idiozia. Una legge può però aiutare quel lavoro di battaglia culturale, di diffusione delle idee, di informazione e educazione che è necessaria. Di certo, non la contrasta. Né tanto meno blocca il lavoro di ricerca degli storici – la cosa che ha lasciato perplessa la senatrice Cattaneo, che si è astenuta, scusi che c’azzecca?
«Loro vanno fermati, non con le parole, non con le recriminazioni. Soltanto in apparenza sono innocui, ma non c’è nulla di innocuo, neanche nei loro silenzi. Se gli diamo ancora spazio, sarà tardi». Sono parole di Hitler, tratte dai suoi discorsi. Parla degli ebrei. Le ripete uno dei personaggi dell’ultimo libro di Nicola Lagioia, La ferocia, che continua così: «Cosa accadrebbe se queste frasi fossero messe in bocca a una delle vittime? Le parole dell’uomo più malvagio del mondo fatte proprie da una persona veramente buona. Non credi allora che la Storia tornerebbe sui suoi passi? Come si aprisse un’altra dimensione, la luce del sentiero che scartammo quando imboccammo la via della catastrofe».
Ecco, loro vanno fermati. Se gli diamo ancora spazio, sarà tardi. La luce del sentiero. Già, Holzwege, Sentieri interrotti. Heidegger.

Nicotera, 12 febbraio 2015

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Una risposta a Giusta la legge sul negazionismo. L’antisemitismo va fermato

  1. vanessa ha detto:

    Bell’articolo!!

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