Lasciate in pace quell’uomo

Lui lo sapeva. Affrontare un bandito armato di kalashnikov che ti viene addosso e ti spara, era niente. Il brutto sarebbe venuto dopo. I guai sarebbero arrivati dopo. E difatti sono arrivati.
L’unico che non ha perso la testa prima e dopo è proprio lui, Graziano Stacchio, il benzinaio di Ponte di Nanto, Vicenza. L’uomo che, alcuni giorni fa, per difendere una commessa rimasta intrappolata in una gioielleria mentre un gruppo di banditi cercava di entrare a tutti i costi, provando a sfondare con delle mazze e dei picconi, minacciando, urlando, è andato a casa, ha preso dall’armadietto il fucile con cui va a caccia di caprioli nei boschi, è tornato di sotto, ha sparato prima in aria, e poi alle gambe di uno dei rapinatori che gli stava tirando addosso. Erano arrivati con due macchine, passamontagna eccetera, erano scesi, uno faceva da palo. Nessuno si muoveva, le automobili passavano, sostavano, guardavano e andavano via. Lui, Stacchio, però conosce bene la giovane commessa. Poco più che una ragazzina. Ci si saluta, ciao, si prende una cosa al bar vicino, si scambiano due chiacchiere, ci si guarda dai vetri quando il tempo tira a freddo o piove, lei in negozio, lui nel gabbiotto del distributore, e ci si agita la mano quando vieni fuori che il lavoro è finito e per oggi si chiude. Succede a tutti quelli che hanno una vita per strada. Ha provato a pensare a cosa stesse vivendo quella ragazzina intrappolata lì dentro. Le avevano già fatto una rapina. E si è mosso.
Il rapinatore, poi, quello che faceva da palo e è andato contro Stacchio, è morto. Stacchio ha tirato alle gambe, per fermarlo, ma ha beccato l’arteria femorale. I suoi complici lo hanno lasciato nell’auto con cui sono fuggiti e quello è morto dissanguato. Non si dovrebbe lasciare il tuo socio in macchina mentre sta perdendo tutto quel sangue; si va in ospedale, se non sei attrezzato con un medico di fiducia, magari lui va in galera, ma è meglio che finire sotto terra. Invece, è andata così.
Ora, Stacchio lo ha detto subito, per mettere le mani avanti, lui che ha la testa sulle spalle: «Il fatto è che io non sono un divo, non sono un politico, non voglio essere troppo un esempio e non vorrei essere strumentalizzato. Non è la mia vita questa. Sono in uno stato di confusione totale e di malessere e vorrei solo tornare a fare il mio lavoro…».
Figurarsi. La magistratura ha compiuto – dice – un atto dovuto: Stacchio è indagato per eccesso colposo di legittima difesa. Capirai. La Confcommercio ha avviato una raccolta di fondi per pagargli uno dei migliori avvocati di Vicenza. Joe Formaggio, sindaco di un paesino vicino, Albettone, che dice a destra e manca che dorme col fucile accanto il letto ha lanciato una “gara di solidarietà” – a chi dovrà sparare Joe Formaggio? Il Questore ha dato una scorta a Stacchio, una pattuglia giorno e notte per proteggerlo da eventuali ritorsioni. E lui commenta: «È imbarazzante avere una scorta». I più scatenati sono quelli della Lega, come l’europarlamentare vicentina Mara Bizzotto, vicesegretario veneto della Lega Nord. O come Salvini e Calderoli. Scatenati nel rilasciare dichiarazioni – È un eroe, Calderoli; Io sto con Stacchio, Salvini, forse un hashtag come quelli che girano sulla pubblica piazza patibolare dei social, #iostoconstacchio e #iostocolbenzinaio, oppure una felpa – e veleni a tutto campo. I cittadini per bene sono indifesi, i criminali sono protetti, il ministro degli Interni badi piuttosto a fermare gli immigrati – insomma, le solite cose della Lega. Ogni volta che c’è una rapina che finisce nel sangue, puoi calarci la pasta che la Lega si scatena nelle dichiarazioni contro gli immigrati, che i cittadini per bene sono indifesi, i criminali sono protetti, e queste cose qui. Un eccesso colposo di idiozie.
Stacchio aveva provato a anticipare: «Spero abbiano rispetto della mia persona e non mi espongano», ma lui non c’entra più niente. E anche quel povero giostraio morto così a quarant’anni, non c’entra più niente. Tutta quella paura, tutto quel dolore, tutta quell’angoscia, attimi di una tensione insopportabile, chiunque forse si sarebbe girato dall’altra parte, si sarebbe fatto gli affari propri, o tutt’al più avrebbe provato a chiamare i carabinieri, così, per lavarsi la coscienza. Gliel’ha pure gridato Stacchio: «Andate via, arrivano i carabinieri». Stacchio non è uno che si gira dall’altra parte. E quella ragazzina ha l’età di sua figlia. Anni fa aveva salvato una donna che era finita con l’auto nel canale dietro la pompa di benzina. Ne succedono di cose quando vivi per strada. La SP 247, che ci passa nel mezzo a quei paesi lì, o li costeggia. Forse anche i banditi erano rimasti intrappolati. Il più cinico è stato Feltri, il Gran Giornalista: «È un morto sul lavoro, lavoro illegale, ma sempre lavoro». Ma che bella battuta, complimenti.
Il fatto è che ci saranno presto le elezioni regionali in Veneto e non è difficile immaginare come se la giocherà la Lega: i cittadini per bene sono indifesi, i criminali sono protetti, e queste cose qui. Calderoli imputa a Renzi di perdere tempo, quando piuttosto bisognerebbe cambiare il testo del codice penale dove si parla di legittima difesa, che è troppo restrittivo. Bisognerebbe tenerlo più lasco, che so, magari chiedere a Joe Formaggio e al suo fucile sotto il letto come bisognerebbe riscriverla sta norma. Dev’essere uno che ne capisce di leggi Joe Formaggio, che magari si vede come il giudice Roy Bean, l’uomo dei sette capestri, che amministrava la legge “all’ovest del Pecos”, anche se a lui tocca solo la Provinciale 247. E non è che la candidata progressista e democratica, novella renziana di ferro dopo esserlo stata bersaniana, Alessandra Moretti, sia da meno: «Ormai è emergenza sicurezza. Per questo in Veneto servono più risorse e più uomini per le forze di polizia. Mi batterò in tutte le sedi più opportune affinché ci sia un impegno concreto a tutela dei cittadini». Passo e chiudo. Una rincorsa, a chi fa pendere più capestri. Un eccesso colposo di idiozie.
L’unico che tiene la testa sulle spalle rimane Stacchio: «Un uomo che uccide un altro uomo non credo possa essere considerato un eroe». Passo e chiudo.

Nicotera, 9 febbraio 2015

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