Ancora polemiche per Vanessa e Greta: La Grande Ferocia

La Grande Ferocia. È questo – e non La Grande Bellezza – il film che stiamo vedendo in questi giorni dopo il rilascio di Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, le due ragazze rapite in Siria. I trailer, però, erano già partiti prima: è da mesi che le twittereuses – quelli che sgozzerebbero gli sgozzatori, quelli che sgozzateli che se la sono cercata, quelli che digitano su cellulari e tastiere come schiacciassero tasti di telecomando per autobombe – ci danno dentro di buzzo buono. La pancia spalancata di un paese a mostrare le sue viscere. Le sue oscenità. Una frase di Jep Gambardella – il personaggio del film di Sorrentino – la potremmo tenere ancora buona però: «È tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore. Il silenzio e il sentimento. L’emozione e la paura. Gli sparuti incostanti sprazzi di bellezza. E poi, lo squallore disgraziato e l’uomo miserabile».
Lo squallore disgraziato. E passi per la Lega di Salvini. Che vuoi aspettarti? L’uomo miserabile. Dieci anni fa, al tempo del rapimento in Iraq delle due Simone, la Torretta e la Pari, con una nota a firma di Federico Bricolo, vicepresidente del Carroccio a Montecitorio, la Lega attaccava a testa bassa le due volontarie, accusate di tenere «un atteggiamento vergognoso». «Con le loro dichiarazioni le due Simone hanno deluso – diceva la nota – i milioni di cittadini che spontaneamente hanno partecipato alla loro vicenda e hanno sofferto per la loro prigionia». Chissà quanto dovevano avere sofferto Bricolo e Umberto Bossi. E tutto perché sembrava, sembrava, che le due Simone non avessero ringraziato il governo – che era Berlusconi – e la Croce Rossa, il cui commissario era quel rocambolesco personaggio di Maurizio Scelli, allora in auge negli ambienti. Invece, lo avevano fatto. Passano dieci anni e il nuovo boss del Carroccio dice oscenità similari contro le due ragazze rapite in Siria. Diversi i tempi, diversi i fatti, diversi i capi della Lega: identica idiozia. E passi per la Lega. Quel cretino di Calderoli – riverito e stimato dai suoi colleghi in parlamento – si mise una volta una maglietta con le vignette contro Maometto e fece scoppiare un putiferio contro il consolato italiano in Libia: ci furono undici morti. Ci è andato Calderoli a Parigi alla grande manif? Anche lui je suis charlie?
Questo accanimento dei mass media – di destra e sinistra – a svelare i “retroscena” del viaggio delle due ragazze, che erano andate in Siria senza essere neutrali, non è feroce? Scrivono proprio così, i Ros, e i giornali. Che non erano “neutrali”. Cosa avrebbero dovuto fare, distribuire un kit a un reparto delle truppe di Assad e un kit a quelle dei ribelli, in equa proporzione? Magari avrebbero convocato le parti in un terreno neutrale e neutralmente – come fossimo in Svizzera, non nella Siria dilaniata dalla guerra civile – avrebbero potuto distribuire i kit, e il latte in polvere. Perché, mancava il latte in polvere ai miliziani di Assad? O i kit di salvataggio? Non erano proprio i ribelli – più di sei mesi fa – che ne avevano bisogno, e le popolazioni bombardate? Ah, sì, c’è la “deriva jihadista”. E la deriva jihadista non è che per caso, per caso, eh, sia dovuta anche al fatto che nessuno ha portato del latte in polvere e dei kit di salvataggio alle opposizioni siriane? Nessuno di quelli che contano, dico, i guru delle opinioni, i leader politici, le grandi nazioni. C’erano andate due ragazzine di vent’anni, però.
Il fatto è che le due ragazze pagano il cambiamento di paradigma. Adesso non ci sono solo gli imbecilli dei “rinati crociati” che vogliono a tutti i costi una nuova Lega Santa e una nuova Lepanto contro l’islam. Adesso ci sono anche i fini ragionatori, quelli che disegnano i grandi scenari della geopolitica, quelli del Medioriente come The Great Game, il grande gioco, quelli che ora dicono che sarebbe stato meglio tenersi i macellai come Saddam e Gheddafi che loro sapevano come tenere a bada i musulmani fanatici. E che sarebbe meglio trattare con i guanti il generale al-Sisi e pure Assad, visto che quegli altri li abbiamo impiccati o linciati. Perciò, se dobbiamo tenerci caro Assad, e tu vai invece a portare il kit di salvataggio ai ribelli, che pretendi? Pupi e pupari di un nuovo ciclo carolingio, di una nuova Roncisvalle, con Orlando e Rinaldo contro Mambrino e Ferraù, i feroci saladini.
Ovviamente, la colpa e la vergogna non sono solo delle ragazze, no. Si dovrebbero vergognare il padre, la madre, fratelli, sorelle e zii, la parentela fino alla settima generazione.
Eppure, quando le “Falangi Verdi di Maometto” rapirono Umberto Cupertino, Maurizio Agliana, Salvatore Stefio e Fabrizio Quattrocchi – che poi fu barbaramente ucciso – e pagammo un riscatto per riportarli a casa, non si levò questo coro di “Ve la siete cercata”. E i quattro erano andati in Iraq a lavorare come contractor, coi “rischi del mestiere” dico, non è che erano volontari a gratis di una qualche causa.
E a parte un pugno di scellerati – in ogni famiglia c’è una qualche parentela disgraziata – che gridarono “Dieci cento mille Nassiriya”, vennero accolte da tutti con rispetto e dolore le salme dei soldati italiani uccisi in quel terribile evento. E la storia del povero Enzo Baldoni, volontario della Croce Rossa e giornalista free lance, anche lui probabilmente tradito – c’è sempre un Gano di Maganza nella chanson de geste – da chi avrebbe dovuto aiutarlo, le cui ossa si cercarono a lungo per anni, commosse tutti. E la vicenda della Sgrena e di Calipari, ci straziò.
Manca il morto. Ecco forse cos’è. Le due ragazze, come già le due Simone, sono tornate a casa senza che ci sia stato il morto. E questo è imperdonabile. Sono tornate sane e salve a casa. Massì, possiamo scatenarci, dare sfogo a tutto il nostro squallore disgraziato, a tutta la nostra miserabilità. A tutta la nostra ferocia. Gareggiando a chi fa la faccia più feroce. Da lontano, certo. Molto chanson e poco geste. E bla bla bla.
Torna ancora buono Jep Gambardella: «Finisce sempre così. Con la morte. Prima, però, c’è stata la vita, nascosta sotto il bla bla bla bla bla».

Nicotera, 17 gennaio 2015

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