Militante, basco: basta per marcire in una cella

Cosa avrà avuto il ministro Alfano da complimentarsi in pompa magna con Alessandro Pansa, capo della Polizia, dopo l’arresto di Xabier Gonzalez Sola, a fine luglio a Roma, non si capisce. Manco avessero preso il capo dei capi dell’anarcoinsurrezionalismo accusato di seminare bombe al suo passaggio come Pollicino lasciava sassolini. «Stretta collaborazione internazionale con l’Ufficio Antiterrorismo iberico della “Comisaria General de Informacion”… Gli accertamenti svolti dalla Dcpp\Ucigos con il Servizio di Polizia Postale… Le ricerche sul territorio degli uomini del Servizio Centrale Antiterrorismo e della Digos della Questura di Roma». Bum, e che è? L’unico reato, al momento imputabile a Gonzalez Sola è di aver contravvenuto all’obbligo di non allontanarsi dalla sua residenza in Catalogna. Punto. Nel settembre dello scorso anno, era stato già scarcerato, in libertà vigilata, dopo l’arresto a maggio insieme a altri giovani, accusati di associazione e incitamento alla sovversione. Forse Xabier voleva cambiare aria, forse voleva andare a trovare degli amici, forse aveva un’offerta di lavoro da qualche parte lontano dalla Catalogna, dalla Spagna. E insomma, la libera mobilità di uomini e cose in Europa vale solo quando vi pare a voi?
Quelli, gli spagnoli, poi, te li raccomando. A marzo, il Tribunale Centrale competente per Terrorismo dell’Audiencia Nacional emette un mandato di arresto europeo contro Gonzalez Sola. Mandato di arresto europeo. Bum. E che è? Quattro mesi di carcere, a gratis, poi da settembre a marzo, Xabier è a casa sua, va a firmare i registri, si fa trovare, insomma tutto regolare. Quanto deve durargli sta libertà vigilata? Anni? Però, loro dicono che lo fanno per prevenire la radicalizzazione e la proliferazione. Per prevenire. Ti fanno un mandato di cattura internazionale per prevenire. Manco fossi Bakunin che dalla Russia partì per tempestare in lungo e largo l’Europa accendendo animi e micce, trovando pure il tempo di figliare qua, a Napoli. Vogliono prevenire la riproduzione della razza anarcoinsurrezionalista?
In Italia, lo mettono alla massima sicurezza, e perché? Andarsene dalla libertà vigilata non è una cosa di “massima sicurezza”. Dice: ma è peligroso. Per quel che se ne capisce, finora, parliamo di reati senza reati, cioè di un reato associativo ovvero di appartenenza a qualcosa di cui non è dimostrata l’esecuzione di reati, né che Xabier li abbia commessi, e di un reato ascrivibile alle idee, “incitamento alla sovversione”. Cosa giustifica la necessità della massima sicurezza? Ci sono quelli dell’Eta che stanno venendo a prenderselo? Ci sono quelli del Grapo che stanno scavando un tunnel a Roma? Ci sono reggimenti di anarchici spagnoli guidati dal fantasma di Bonaventura Durruti che stanno oltrepassando le frontiere per riportarsi a casa il loro compagno? Macché. Tutto quello che fa Xabier è smanettare col suo computer e il suo cazzo di profilo facebook. Magari – e, guardate, mi sta tanto sulle palle facebook che quasi quasi io stessi approverei – la polizia postale avrà scoperto che diceva frasi pesanti e insulti. Sono reati? Forse, se gli davano un computer in Catalogna, finiva che ci restava a casa sua.
Lo gettano in isolamento. Niente ore d’aria. Non vede nessuno. Nessuno lo va a trovare. E d’altronde chi dovrebbe andare, le sue relazioni stanno in Spagna. Chiede di un medico. Niet. Fa lo sciopero della fame per uscire dall’isolamento. Niet. Incontra il suo avvocato. Che fa istanze su istanze, ma da quell’orecchio non ci sentono – è estate, e a parte Angelino Alfano che si complimenta con il capo di polizia, voi pensate che a Roma in agosto si trova un qualche straccio di istituzione che ti dà una risposta? Per un anarcoinsurrezionalista e spagnolo per giunta? Che marcisca lì.
Tutto quello che sarebbe dovuto accadere è che una volta arrestato lo avrebbero dovuto estradare immediatamente in Spagna. Dove non so neppure se lo avrebbero messo in gattabuia, e forse invece rimandato ai domiciliari. Voi mi perdonerete, che io faccio maliziosi pensieri, e un garantista non dovrebbe, però non so perché mi immagino un discorso del tipo «Questo non gli danno neppure cinque giorni di prigione e torna a romperci il cazzo, teniamocelo un po’ noi, a pane e acqua, che gli fa bene, anarcoinsurrezionalista dei miei coglioni».
Dite che faccio peccato?
Finché Xabier Gonzalez Sola sta qui in Italia, in isolamento, magari lasciatemelo fare sto peccato.

Nicotera, 12 settembre 2014

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