Domani la sentenza della Cassazione su Berlusconi. Alcuni scenari su quel che potrà accadere

berlusconi_bandanaI bookmakers di Betaland scommettono sull’assoluzione, che danno solo a 1.25. Chissà, quelli di Betaland magari ci capiscono meglio di tutti sulla “guerra dei vent’anni” tra Berlusconi e le toghe rosse; oppure hanno una dritta su qualche cavallo dopato.
Domani, 30 luglio, la sezione feriale della Corte di Cassazione deciderà se la sentenza della Corte d’Appello che ha condannato Berlusconi a quattro anni, di cui due condonati, per frode fiscale nel processo sui diritti televisivi Mediaset e alla pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni, abbia seguito i crismi della legge o sia fallata da qualche parte. E per quanto Berlusconi in persona continui a dire che le due cose — giustizia e politica — vadano tenute separate e che non ci sarà alcuna ricaduta sulla tenuta del governo Letta–Alfano, cercando di tenere a bada i più scalmanati tra i suoi, e per quanto questa stessa tesi sia stata fatta propria sia da Letta che da Alfano, l’aleatorietà della situazione, viste anche le fibrillazioni e i continui riposizionamenti dentro il Partito democratico, è invece altissima.
Quali scenari potrebbero quindi aprirsi domani? Proviamo a individuarli.
Primo scenario: la Cassazione decide il rinvio. Sembra che i calcoli fatti dalla Corte d’Appello sulla prescrizione del reato l’1 agosto, cosa che avrebbe giustificato la celerità con cui è stata fissata la Cassazione, siano errati, e in realtà la data vera è verso la fine di settembre. Così, la sezione feriale potrebbe benissimo decidere di lavarsene le mani e lasciare che siano altri a pelare la patata bollente. Ci facciamo tutti l’agosto in santa pace, e poi si vedrà.
Secondo scenario: la Cassazione decide l’annullamento e rimanda tutto in Corte d’Appello. È la soluzione ritenuta più probabile dagli analisti di Betaland, forse perché sono girate voci su una composizione della sezione non proprio ostile di principio a Berlusconi, sia per il relatore che per il presidente, o per l’autorevolezza e la competenza del più recente patrocinatore di Berlusconi, il professor Coppi. Comunque, anche in questo caso, ci facciamo tutti l’agosto in santa pace — a parte il fastidio delle solite frasi sulle sentenze che si rispettano o meno —, e poi [ci sono altri due processi in corso, e lì il ghigliottinismo mediatico dei nostri Savonarola potrà continuare a esercitarsi] si vedrà.
Terzo scenario: la Cassazione conferma la condanna e la pena accessoria. Apriti cielo: a parte lo scassamento di marroni delle bordate del partito di Repubblica e del Fatto, entrambi sostenitori dell’impossibilità di governare con l’indecente satrapo, inizierebbe a andare in fibrillazione il Partito democratico che per ora sta assieme con lo sputo, scaricando proprio sul governo le proprie tensioni interne e le voglie di rivalsa, e facendo da specchio ai sacerdoti dell’intoccabilità di Berlusconi dentro il PdL. Dato che la sentenza della Cassazione non è un automatismo, il Senato [Berlusconi è senatore] dovrebbe ratificarla con un voto. Eugenio Scalfari ha già detto che è una formalità, nel senso che è sempre accaduto che il Senato abbia detto di sì. In realtà, sarebbe tutt’altro che una formalità: tutto il Pd voterebbe compatto per l’espulsione di Berlusconi dal parlamento? Anche i “governisti”? Anche i renziani, che vedrebbero travolta dall’accelerazione la possibilità di costruire la leadership del sindaco di Firenze? E sotto il tiro a palle incatenate di Grillo che potrebbe così additare — prova provata — della sostanziale intercambiabilità tra PdL e Pdmenoelle basterà lo scrutinio segreto a salvaguardare la faccia dei “traditori” — saranno più dei 101 che affossarono Prodi o meno? Da tempo si lavora al piano B, cioè alla costruzione di una maggioranza diversa dall’attuale senza andare a elezioni anticipate. Ammesso che ci starebbero quei pochi fuoriusciti dal Movimento 5 Stelle, che così potrebbero finalmente darsi un tono e non passare per quelli che soltanto non vogliono scucire i soldini, basterebbero quei voti? E Napolitano accetterebbe, o farebbe il clamoroso gesto di dimettersi lui stesso? E chi sarebbe il premier incaricato, dando per scontato che Letta si sottrarrebbe? E Scelta civica ci starebbe? O Napolitano solleciterebbe, con la mano sinistra, una domanda di grazia — benché abbia tacciato le voci di “analfabetismo istituzionale” — presentata dal ministro di Grazia e giustizia, per firmarla con la destra? Beh, chi si diverte e si accalora e ci campa per queste cose qua, il teatrino della politica e dei talk show — Bruno Vespa, per dire, ha già allestito la sua puntata flessibile —, non può che augurarsi questo scenario.
Quarto scenario: la Cassazione conferma la condanna e Berlusconi si presenta a San Vittore, accompagnato dall’avvocato Ghedini. Chi ha a cuore la condizione delle carceri in Italia non può invece che augurarsi questa situazione, benché davvero il carcere non si auguri a nessuno. Berlusconi, a parte un sicuro, benché ridotto nel tempo, miglioramento delle condizioni di vita e degli agenti penitenziari e dei detenuti, e d’estate ce ne sarebbe proprio un gran bisogno — che so, comperare di tasca propria condizionatori per tutte le celle, anche di isolamento, e far distribuire frutta fresca a volontà e gelati alla crema —, potrebbe diventare la voce dell’universo penitenziario, battersi per delle riforme reali, raccogliere le firme per qualche referendum dei radicali, magari organizzare una fuga, con gli elicotteri e i motoscafi — Bruno Vespa, per dire, potrebbe allestire uno dei suoi plastici in studio —, oppure una rivolta e salire sui tetti con la bandana sul volto invece che sulla calvizie. Uau, che figata, è già un copione scritto per una prossima fiction sui canali Mediaset.
Ah, dimenticavo, quelli di Betaland danno la condanna a 2.89: non è molto ma qualche euro lo si può scommettere. Voi su cosa scommettete?

Nicotera, 29 luglio 2013

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