Boldrini e Grasso, così nuovi e già così tromboni

laura-boldriniCon tutto il rispetto per le persone, le loro storie, e le cariche istituzionali che oggi rappresentano, la dichiarazione congiunta di ieri con cui Boldrini e Grasso hanno stigmatizzato l’iniziativa dei cittadini deputati 5 stelle di prolungare la loro permanenza in aula è un caso da manuale di trombonismo. Sorprende, peraltro, non solo perché essi sono stati eletti [il “metodo Grasso”] per rappresentare una evidente soluzione di continuità con il cretinismo istituzionale, ma anche perché nella loro stessa storia istituzionale non sono mancati gli attriti con referenti istituzionali né la determinazione con cui hanno portato avanti certe loro battaglie. Sorprende spiacevolmente perché sembrerebbe dar ragione a certo pregiudizio tranchant di Grillo, che giudicò il “metodo Grasso” poco più che un inciucio e una spartizione partitica di facciata.
Non vorrei infierire sul testo, letteralmente — frasi come: «Il dialogo è sempre più utile del monologo» — che finirebbe col suonare come un condensato di banalità, anche perché spesso le istituzioni dicono banalità rassicuranti, e forse tutto sommato è questo il loro compito.
Vorrei invece prendere la cosa dal lato politico: l’iniziativa dei 5 stelle si svolge in un tentativo, maldestro quanto si voglia, di relazione fra il dentro e il fuori il Parlamento, non solo con le loro testarde dirette streaming ma anche con il meet up [quando la smetteranno di usare nomi anglofili, può essere che non si riesca a tradurli?] davanti Montecitorio. A me questo sembra un modo di avvicinare i cittadini, e sicuramente più interessante di quel che traspare dalla dichiarazione di Boldrini e Grasso: ora ci siamo noi, e noi garantiamo trasparenza e vicinanza e partecipazione, ora il Parlamento deve lavorare — garantito da noi — e il resto è solo cocciutaggine di parte.
Questa avocazione a sé [a Boldrini e Grasso] della trasparenza, della partecipazione e tramite sé al “nuovo” Parlamento che sarebbe, bontà loro, nato «nel segno di uno sforzo unanime per riavvicinare i cittadini alle istituzioni» — unanime? Ah davvero per questo si è votato? Ah davvero per questo non si riesce a formare ancora un governo? — è davvero uno scivolone, e rivela un possibile ruolo tutto e solo dalla parte della politica tradizionale. Francamente, non mi pare che i 5 stelle stiano sfregiando le aule di Camera e Senato, semmai vi portano un po’ di ingenuità democratica, che è proprio quello che ci vuole.
Invece di essere già così smagati, così tromboni.

Nicotera, 10 aprile 2013

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