decalogo sull’ucraina.

1) c’è un aggressore e un aggredito, l’aggressore è la russia, l’aggredito è l’ucraina.
2) zelensky non è un santo – potremmo pure dire che è un nazionalista dimmerda – e gli ucraini non sono angeli, anzi sono zeppi di nazisti che hanno scorrazzato e commesso atrocità liberamente. zelensky ha tirato la corda, o perché convinto che sarebbe stato protetto da nato, americani e europei pronti a immolarsi per lui, o perché pensava di costringerci di fronte al fatto compiuto a immolarci per lui. sconsiderato in entrambi i casi. ciò non toglie che zelensky e gli ucraini sono gli aggrediti e putin e i russi sono gli aggressori. non è il “tasso di democraticità” di un paese aggredito che mette l’aggressore dalla parte del torto o della ragione.
3) questa non è una guerra aperta o voluta dagli americani – per quanto gli americani abbiano trescato per sottrarre l’ucraina o parti dell’ucraina all’influenza russa, a avere invaso l’ucraina è stato putin. è putin che va fermato, sono russi i carri armati e gli aerei che avanzano e bombardano, non americani. la russia non è un “botolo” che abbaia a più non posso perché protetto da un mastino grosso e allora uno parla con il mastino grosso perché dica al botolo di smetterla: la russia è il mastino grosso che abbaia.
4) la nato non ha aperto questa guerra, sono stati i russi. la nato è avanzata verso est, è vero. l’est è russo, per disegno divino? dio ha assegnato ai russi l’est europeo? quant’è larga la zona di neutralità che farebbe dormire sogni tranquilli a putin? dove arriva, a varsavia? oggi, dovrei manifestare contro la nato, perché? abbiamo sempre manifestato contro la nato, e lo faremo ancora, e immaginiamo un futuro liberi dal suo “protettorato” – ma ora è la russia il problema, è contro la russia che dovremmo manifestare. non ci sono imperialismi buoni. oppure, le guerre americane sono orribili, e lo sono, e le guerre russe – in cecenia, in siria, in ucraina – sono giustificabili?
5) putin sente come una minaccia l’allargamento della nato, proprio come i paesi dell’est ex “colonie” dell’urss sentono la pressione russa come una minaccia e la nato come una “protezione”. la nato non era in agenda in ucraina, semmai la ue, ma sia. era necessaria la guerra? non c’erano politica o diplomazia possibili, prima? la domanda la si pone “a ovest”, ma “a est” che rispondono? se la guerra è stata l’unica strada percorribile per putin, e quindi putin è stato “costretto” alla guerra – quale politica e diplomazia sarebbero perciò possibili oggi per convincere putin? cosa potrebbe garantirgli che domani la nato non ricominci a allargarsi e minacciarlo? non lo minaccia già adesso, e non lo minacciava già prima dell’ucraina, in baltico, in polonia, in romania? cos’è questa – una “guerra preventiva”? una “avvisaglia”?
6) la minaccia nucleare di putin, fosse reale e lo è, significa che non c’è più deterrenza. minacciare la guerra nucleare significa anche essere pronti a subirla. putin lo è, noi no. e questo è un suo vantaggio. noi siamo senza scudo nucleare già adesso. nudi. durante la guerra in siria, obama tracciò una linea rossa a assad, ovvero l’uso di armi chimiche. ma quando sembrò che quest’uso fosse praticato, obama, che non aveva alcuna intenzione di perdere un americano in siria, si rimangiò l’avviso. l’uso delle armi chimiche (internazionalmente bandite) – dopo che vediamo bombardate, assediate, senz’acqua e elettricità intere città, cosa che non è bandita – sarà la linea rossa in ucraina? alcune testimonianze dicono che già sono usate dai russi, mentre i russi negano, e anzi accusano gli usa di avere impiantato laboratori in ucraina. gli umanitari, i pacifisti, quelli che il problema è la nato – hanno una linea rossa invalicabile?
7) putin ha preparato da tempo questa guerra – forse possiamo dire meglio: l’ha accarezzata. ma si è preparato, militarmente, economicamente, tecnologicamente, logisticamente, finanziariamente, politicamente – e verso dentro e verso fuori. poi, l’ha iniziata. la guerra sta procedendo secondo il suo cronoprogramma. ci ha preso per il naso parlando di “normali esercitazioni” mentre ammassava truppe e mezzi per invadere. noi invece cadiamo dal pero. e questo è un suo vantaggio.
8) per quanto colpiscano anche gli oligarchi russi e il “cerchio magico” putiniano, di cui potrebbe importarci relativamente ma di cui, con ogni evidenza, importa relativamente anche a putin medesimo, le sanzioni economiche colpiscono i russi in generale – e questo non può che “rally around the flag”, stringerli intorno la bandiera, in tempi brevi, piuttosto che allontanarli. inoltre, non solo colpiscono noi stessi ma innescano un meccanismo ritorsivo già in atto. le sanzioni creano un effetto boomerang – perché sono considerate una “azione di guerra”, come ha detto putin. le sanzioni sono una “guerra sporca”, benché siano state immaginate come una “guerra incruenta”. solo in tempi molto lunghi le sanzioni avrebbero effetto. ma noi non siamo assolutamente preparati a questo. il che significa che, in tempi brevi, mentre i russi si stringono attorno a putin, in europa ci si interrogherà ogni giorno di più sul perché bisogna sostenere “i costi” dell’ucraina. per quanta retorica e mainstream informativo si possa investire – e la democrazia, e l’occidente, e la libertà – uno i conti al distributore di benzina, alle bollette e ai supermercati li sa fare.
9) non c’è narrazione accettabile che continui a “storicizzare” le responsabilità di questa guerra – distribuendo le colpe su ucraini, nato, americani, europei, e esentandone i “poveri” russi, “vittime” di questo complotto ordito ai loro danni.
10) l’ucraina è europa, la russia è europa. e questa è una guerra, non è un’ammoina. è una guerra europea. non può finire a pareggio, uno a uno e tutti a casa, al prossimo derby. non può che esserci un vincitore e uno sconfitto. questo, putin lo sa – e non vuole essere lui, quello sconfitto. quindi, o porta a casa un pacchetto consistente di scalpi – quali? vedi sopra – o la sua immagine, il suo potere, il suo consenso, la sua “presa” vanno a ramengo. il fatto è che noi europei potremmo anche dargli una parte dell’ucraina, cambiargli la costituzione come desidera, e forse dargliela tutta, l’ucraina. se non tutti gli ucraini se ne convinceranno – se la sbrigheranno i russi, a fare pulizia. la resa, di cui si vagheggia per “salvare vite ucraine”, e che noi europei vorremmo tanto che accadesse presto, comporta però che ci giriamo dall’altra parte il giorno dopo: la “denazificazione” nel programma di putin non promette niente di buono. a chi piace fare i calcoli costi-benefici, è in grado di calcolare quante vite umane si perderanno nella resistenza e quante nella denazificazione di putin? e quante sono le vittime ucraine sopportabili per l’europa? la domanda è: va bene, questo forse basterebbe a salvare la faccia di putin, ma “la faccia” dell’europa, chi la salva? perché, per me è questo il punto di vista su questa guerra – non ideologico, non economico, non russofobo, ma direttamente politico: la sorte dell’europa.

p.s. = l’arroganza intellettuale è un peccato orribile di superbia, contrario e uguale all’ignavia. sono peccatore del primo tipo.

Nicotera, 12 marzo 2022.

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2 risposte a decalogo sull’ucraina.

  1. Vilma ha detto:

    È dal1948 che ebrei in Palestina occupano territorio, ammazzano civili ma nessuna sanzione viene emessa, quanta ipocrisia e ignavia

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