Montalbano lascia la Sicilia e va in Puglia?

Ha scatenato l’iradiddio, il produttore Carlo Degli Esposti, quello che fa Montalbano per la Rai, dicendo che prossimamente potrebbe trasferirsi in Puglia, che lì gli fanno ponti d’oro, mentre invece in Sicilia non gli hanno dato mai un euro.
S’è aperta la giornata del dilettante allo sbaraglio. Il segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi – quota Pd – attacca: «Sarebbe veramente singolare se una produzione di eccellenza del servizio pubblico italiano come il Commissario Montalbano, esportata in tutto il mondo, venisse taroccata con l’ambientazione in un territorio diverso dalla Sicilia. È opportuno che la Rai chiarisca e intervenga». E cosa vuol dire? Anzaldi chiede alla Rai più soldi per la produzione di Montalbano? E perché non glieli hanno dati prima? A Degli Esposti non gli hanno dato abbastanza, visto che Montalbano sbanca tutti i dati Auditel? Non è certo il primo anno questo, Degli Esposti non si regola più con le spese?
Poi, è stata la volta di Carmela Floreno, commissario straordinario della Film Commission Ragusa, che ha presieduto l’assemblea dei soci per discutere delle iniziative da mettere in campo a favore della fiction. Alla fine si è deciso di porre all’attenzione dell’assessore regionale la questione «per avere un confronto franco con il produttore, partendo da basi solide e convincenti». Ah, ecco. Adesso sappiamo che c’è pure una Film Commission Ragusa, come è presumibile ce ne sia una per ogni provincia siciliana; e che minchia fanno, in genere, codeste strutture, a parte strologare come la signora Floreno?
Poi è stata la volta dei sindaci della provincia di Ragusa che si sono riuniti per definire una proposta unitaria da sottoporre alla casa produttrice, non trascurando l’ipotesi avanzata dal Comune di Ragusa di destinare parte della tassa di soggiorno – un vero pizzo – alla produzione della fiction.
D’altronde, è assolutamente vero che il botto di Montalbano ha costruito un particolare indotto turistico verso Ragusa, rafforzato dalla diffusione internazionale. Per dirne una, il successo in Inghilterra ha convinto Ryan Air a comprare tutti gli slot dell’aeroporto di Comiso per portare i turisti a Ragusa.
È un po’ come per il Mulino Bianco, a Chiusdino, con il mulino delle Pile, “inventato” di sana pianta per renderlo reale dopo che s’era conquistato l’immaginario. Montalbano a Ragusa non c’è mai andato, nei libri, e sta da tutt’altra parte, a Porto Empedocle, che sarebbe la sua Vigàta. Però, la televisione ha “imposto” altri scenari che ormai si sono affermati. Un gioco buffo di specchi e finzioni.
Sennonché, pure Fabio Granata, il vecchio filibustiere scudiero di Fini che ha tentato senza grande fortuna un salto carpiato verso i verdi alle ultime europee, s’è scomodato, che vuole fare, con il sindaco, un museo di Montalbano a Noto. Barocco per barocco, inventato per inventato, tanto vale, s’è detto Granata. Apriti cielo. I “falsi” veri, siamo noi, dicono i sindaci del Ragusano.
Il carico da undici ce l’ha messo Camilleri, vecchia volpe: «Quello che è giusto è giusto. È corretto che il produttore lanci un appello indicando un’altra regione del nostro meridione che si è detta disponibile a ospitare le riprese. Sia chiaro, io non ho alcun interesse con la produzione. Naturalmente mi dispiace solo per la Sicilia, nel senso del suo governo, che potrebbe perdere un appuntamento importante». Ma naturalmente, ma com’è nobile, Camilleri, che non ha nessun interesse a parlare a favore di Degli Esposti.
Carlo Degli Esposti, ovvero la Palomar, è uno che c’ha il pelo sullo stomaco, televisivamente parlando, alto così: ha lavorato con Del Noce, con Saccà, con Minoli, con Bassetti, con Valsecchi, con la Rai e Endemol, con Sky e Mediaset. È uno che ha avuto il culo di pensare a produrre Montalbano e l’ha proposto alla Rai, facendo la propria e la di lei fortuna. In un’intervista di pochi anni fa disse: «Vede? La Rai ha investito 47 milioni. E ne ha incassati 72. Le pare poco?». I numeri saranno aumentati, e saranno migliori, per lui e per la Rai.
Ora, perché uno come Degli Esposti fa una polemica così, fra l’altro quando sono già iniziate le riprese – quindi con budget definiti in tutti i dettagli – del Giovane Montalbano, con Michele Riondino, previste fino a gennaio, proprio nei luoghi esatti dove è stato girato sinora? Solo per dispetto contro il governatore Crocetta?
Possiamo dire una cattiveria?
Forse comincia a serpeggiare il dubbio che sta cosa del Montalbano da giovane non funzionerà poi tanto. E pensa che è prevista pure una seconda serie – perché Degli Esposti se l’è blindato il contratto con la Rai, faccio la prima e pure la seconda.
Magari un po’ di panna montata aiuta.
Ma che davero davero Montalbano lo girano a Otranto?
Mandatelo in Grecia, allora, che ci diamo una mano tra poveri, nelle isole, magari non a Santorini, a Ios, a Mykonos, ce ne sono di più piccole e meno care, che sono scenari adatti, per il mare, per il pesce, per le campagne. Stessa faccia stessa razza. Mancherà il barocco, certo, ma già non c’era. E lo possono fare in studio, a Cinecittà. Taroccato per taroccato.
p.s. = quanto a sparare su Crocetta, «nel senso del suo governo» – come dice Camilleri – che ormai è lo sport preferito dei siciliani, forse ci sono cose un filino più serie.

Nicotera, 16 settembre 2014

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