L’orrore della provincia italiana

CRONACHE
Motta Visconti, Canicattini Bagni, Pietra Ligure, una scia di sangue, frustrazione, dolore.

motta-visconti_omicidioChissà come si rivolterà nella tomba l’anarchico Sante Caserio, nato a Motta Visconti, provincia di Milano, dove l’altro giorno Carlo Lissi ha massacrato con un lungo coltello di cucina la moglie e i due figli, prima di andare a gridare alèohhohh ai gol dell’Italia in Brasile. Perché Caserio, un coltello medesimo, solo pitturato di rosso e nero, i colori dell’anarchia, lo aveva piantato, a neppure vent’anni, nel fegato del presidente francese Carnot, colpevole ai suoi occhi di aver mandato a morte un anarchico innocente e di avere assolto i responsabili della strage alle saline di Aigues Mortes, in cui tanti operai italiani erano stati linciati dai francesi perché accusati di rubare il lavoro. Quando gli proposero di dichiararsi pazzo e salvarsi la vita, purché avesse fatto i nomi dei compagni, Caserio rispose: «Caserio fa il fornaio, non la spia». Altri usi, certo. Altri tempi, certo.
Guardi le foto della casa – “la villetta”, scrivono i giornali – di Lissi, quella dove aveva inscenato una rapina, e ti viene un groppo alla gola. Un comò di bambù, una cucina da Mercatone unico, quell’armadio da camera da letto a parete che incombe sui tuoi sonni e lo puoi comprare a rate da 29 euro al mese, due cestini di rattan porta tutto che sembrano di Ikea o giù di lì. Una casa da dove sembra risucchiata via ogni cura, tutto l’opposto di quelle foto da album di matrimonio così precisine e sprizzanti sorrisi e quasi unte di gel e lacca – ormai ti fanno il pacchetto intero, album e video, e ti portano al mare, al fiume, al lago oppure dove ci stanno tre alberi e un po’ di prato, tutto per duemila euro, pagabili anche a rate, s’intende, «Guardatevi negli occhi, sorridete», clic.
Una giornata infernale: il massacro di Motta Visconti, in provincia di Milano; la donna rumena di trentasei anni uccisa dopo una lite con il marito a Canicattini Bagni, in provincia di Ragusa; un’altra donna, di cinquantanove anni, uccisa a calci e pugni dal convivente, a Pietra Ligure, in provincia di Savona, sempre per una lite, e tenuta lì come un cane per ventiquattr’ore. Non c’è paesaccio italiano che ci risparmi un orrore.
Una giornata infernale, le budella ti si attorcigliano, ti senti sgomento di fronte all’improvvisa eruzione di tanta rabbia, crudeltà, efferatezza, vorresti capire, te lo chiedi: ma che sta succedendo? Come se potessi trovare un qualche filo che si snoda da Motta Visconti a Canicattini Bagni a Pietra Ligure.
E arrivi fino a Mapello, dove si presume siano riusciti a individuare l’assassino di Yara – e ne saremmo sollevati, certo, un vero miracolo in un paese dove la “forensic” non ha mai cavato un ragno dal buco –, dopo quattro anni di figuracce a cominciare dal ritrovamento per caso del corpo dopo avere impegnato migliaia di persone inutilmente (qualcuno chiederà scusa a Mohamed Fikri, il marocchino arrestato mentre stava per tornare al suo paese e indagato per l’intercettazione di una telefonata alla fidanzata, scagionato dopo sedici – sedici – perizie di traduzione in cui la frase «Mio Dio, aiutami nella partenza» era diventata «Che Allah mi perdoni, non l’ho uccisa io»? E quei cartelli a Brembate, il paese di Yara, «Marocchini tornatevene a casa»? Mmmhh, d’altronde non chiesero scusa neppure a Azouz Marzouk, l’ambiguo e fuori di testa marocchino “prime suspect”, a cui Olindo e Rosa massacrarono a colpi di spranga la donna, il figlio, la nonna e una vicina di casa. Nella villetta di Erba, provincia di Como)
Eccola, forse, la “villetta” dell’assassino-muratore, ecco le foto di lui, vengono dal suo profilo facebook. E chi non ha un profilo facebook a Mapello, a Canicattini Bagni, a Motta Visconti, a Pietra Ligure, a Erba?
Si parla sempre, con certo orgoglio, di questa “provincia italiana” profonda, quella dove si lavora sodo e si produce bene e non si hanno mica tanti grilli per la testa, quella che è ancora capace di esportare e tiene il passo con la globalizzazione e le tecnologie moderne, e poi la vedi, è tutta qui, fatta di “villette” e centri commerciali. Le indagini su Yara si sono snodate tra una specie di discoteca – un capannone, ecco – addossata al pratone in cui fu ritrovato il corpo, e dove prelevarono il dna di tutti quelli che la frequentavano, e il cantiere dove arrivarono d’istinto all’inizio i cani, e che ora è un centro commerciale. Come il centro commerciale “Continente Mapello”, dove ci sono i reparti Kasanova, «Idee sfiziose e a prezzi accessibili per rinnovare e organizzare la tua casa e per creare liste nozze semplici, con prodotti di alta qualità per tutte le famiglie del futuro», e quello Satur Pasisone Casa «per portare in tutte le abitazioni l’amore e la passione per quanto di più bello, di pratico, di funzionale e raffinato esista sul mercato, così da poter offrire sempre le soluzioni perfette per ogni ambiente di casa».
Di sicuro, Lissi avrà comprato in un posto così, i suoi mobili.
La provincia italiana – l’Italia tutta è provincia – è fatta di bravi ragazzi e ottimi vicini di casa, educate persone che salutano sempre al mattino quando escono. Non è che si parli tanto, però, ecco, ci si saluta da lontano, tra le stradine e i giardini delle “villette”.
Fino a che.

Nicotera, 17 giugno 2014

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