Dopo il montismo berlusconiano abbiamo il montismo bersaniano: Monti forever. Grasso che cola per Grillo. Perché non se ne va, perché non votiamo?

Quota 500 dello spread è di nuovo raggiunta. Si ritorna alla casella di partenza. La Merkel fa marameo – come peraltro aveva già subito annunciato – e stavolta le si accoda anche Juncker, presidente dell’Eurogruppo, che deve garantirsi il prolungamento del proprio mandato magari ingraziandosi proprio la Merkel: niente aiuti se non si mette il naso nei conti italiani.
Mentre quell’imbecille di Scalfari tace – scrive solo quando lo spread cala di un pochino, fateci caso, e furoreggia come un paladino di Francia alla battaglia di Roncisvalle, poi sta zitto per settimane – e la Repubblica non sa che pesci pigliare [uno potrebbe pure fregarsene, ma sono ormai un partito determinante per tenere in piedi Monti e il montismo e quindi], il segretario del Pd Bersani cavalca la nuova di zecca battaglia dell’antiberlusconismo sfoggiando il tema della responsabilità: gli argomenti usati sono tipicamente montiani [le dichiarazioni improvvide che innervosiscono i mercati, il futuro incerto della politica che innervosisce i mercati]. Stante così le cose la strana maggioranza non dovrebbe che incoronare Monti forever, visto che – a suo dire – ha le palle e che i mercati lo stanno a sentire. Le cronachette del viaggio negli Stati uniti con le pacche sulle spalle e gli incoraggiamenti dei grandi imprenditori della terra, e Warren Buffet e Bill Gates senza rancore, come se nulla fosse dopo lo scontro di anni fa, via siamo gentiluomini, e il Ceo di questo e il Ceo di quell’altro – e tutti a chiedergli, a voler sapere, e lui con quel suo garbato umorismo che li ha fatti persino sorridere e divertire –, fanno rimpiangere le olgettine: ma chi le scrive queste cose non si vergogna? Un trionfo, l’unica pecca quella giacca principe di Galles, benché con camicia slacciata, mentre gli americani tutti erano in jeans, bermuda e polo e t-shirt: infatti, hai visto il giorno dopo, che spread. Ma è colpa di Berlusconi.
Fa tristezza vedere un uomo ambiziosissimo e presuntuoso, tenuto sempre ai margini del potere, che non riesce più a raccapezzarsi di tutto questo miele che gli spargono addosso e non vuol vedere la sciagura delle sue politiche e ormai “posa”. Monti si è montato la testa, che è una cosa che fa tristezza, e questo è l’unico risultato della sospensione della democrazia.
Berlusconi ha deciso di ritornare in campo? Bene. Non so perché ma sembrano averne tutti paura. Se la campagna elettorale contro Berlusconi sarà condotta contro l’uomo che se andasse al potere i mercati ci puniranno, che è l’argomentazione del montismo bersaniano, non mi pare un argomento molto forte e convincente. Stanti i numeri di Monti, dico. Meno Grillo. Grillo non sembra turbato del ritorno di Berlusconi, gongola. Tra Berlusconi, Monti e Bersani e Casini, lo spread elettorale premierà lui. Legge elettorale nuova o meno.

Nicotera, 16 luglio 2012

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