Quando la Vandea si ribellò a Parigi.

vandeaA Roussay, dove era stato mandato dai vescovi in missione, Luigi Maria Grignion de Montfort un giorno interruppe la predica che stava tenendo, entrò nella taverna vicina, rovesciò tutti i tavoli, e costrinse i clienti a seguirlo in chiesa. A La Rochelle, andò in una casa di tolleranza e prese a calci clienti e prostitute. Lui era così. Per questo lo avevano mandato nell’ovest della Francia, in Bretagna e in Vandea, dove c’erano sacche di presenza protestante. Per sradicarle, Luigi usava l’azione febbrile, costruiva chiese e calvari, restaurava cappelle, edificava piccoli ripari dove si poteva recitare insieme il rosario, ci si confessava spesso, e poi si cantavano inni che lui stesso componeva. E si pregava la Vergine. Perché, quello, il culto della Vergine e del Sacro Cuore di Gesù e Maria era una sua fissazione. Lo era anche di papa Clemente.
Fu così che la Vandea divenne radicalmente cattolica. Con Luigi Maria. A calci e rosari. Cattolica e monarchica, che poi allora – è l’inizio del Settecento – era la stessa cosa. Eppure, quando scoppia la Rivoluzione, la Vandea non è apertamente ostile. Aspetta, è incerta, non sa bene cosa fare. Parigi, d’altronde, è lontana. Quando l’Assemblea nazionale decide l’espropriazione dei beni del clero e l’emanazione di una Convenzione che i preti avrebbero dovuto giurare, si incrinano i rapporti. Ci tenevano, i vandeani, ai loro preti. E poi il re, benché deposto, è ancora in vita. Si può sperare sempre nel ritorno della monarchia. Intanto, però, le diocesi e le parrocchie sono fortemente ridotte; e i vescovi verranno eletti dai parrocchiani, e così anche i preti. Ci manca poco e i sanculotti pretenderanno che si debba eleggere persino Dio. Il giuramento da prestare all’Assemblea è solenne: «vegliare con cura sui fedeli della diocesi, che siano leali verso la nazione, alla legge e al re e mantenere il potere della Costituzione decretato dall’Assemblea nazionale e accettato dal re». Almeno il re c’è ancora. È lui la speranza.
Solo che il re si dà da fare e complotta per convocare l’Austria e le potenze straniere contro la Rivoluzione. E allora la Rivoluzione – è il 1793 – gli taglia la testa. Il mondo è tutto – chi più, chi meno – contro la Rivoluzione. Marciano contro Parigi, Parigi può cadere. Servono uomini per resistere. Servono soldi per resistere. E le tasse aumentano. La coscrizione obbligatoria toglie uomini alle campagne, ai lavori della campagna. Lì, a Parigi, nei café dove la Rivoluzione è stata pensata, organizzata, promossa, queste cose non le capiscono. Lì, a Parigi, dove gli avvocati parlano a nome del popolo e si stampano e leggono fogli e gazzette per le strade, queste cose non le capiscono. Lì, si trasformano le chiese in luoghi di culto della Ragione, dove una fanciulla discinta prende il posto della Vergine. Lì non si predica più Gesù e Dio, e i Vangeli e il Verbo, ma l’Essere supremo.
La Vandea insorge. Contro la scristianizzazione della Francia e l’aumento delle tasse. In nome del Sacro Cuore di Gesù e Maria e delle virtù delle aree rurali. Contro il cosmopolitismo della metropoli e le élite della capitale. Sono piccoli contadini e commercianti, ambulanti e nobili in disarmo, qualche soldato reduce di guerra con esperienza d’armi. Un popolo.
La Rivoluzione manda qualche truppa – c’è da far fronte agli stranieri e non si possono distogliere uomini. Funziona quasi dappertutto, perché quasi dappertutto ci sono rivolte e insurrezioni, ma serve a poco in Vandea. Anzi, qui i repubblicani vengono sbaragliati. Da guardacaccia e taglialegna, spesso senza armi, ma che sanno usare il bosco e le scaramucce. Conoscono ogni angolo del paesaggio, sanno come nascondersi e dove. La Repubblica è irrisa. Dal Sacro Cuore di Gesù e Maria.
È Robespierre che prova a placare gli animi – c’è da non credere. A Parigi stanno vincendo gli estremisti che vogliono tagliare la testa a tutti, persino al Comitato di Salute pubblica. Quello che lui predicava – «La terreur n’est autre chose que la justice prompte, sévère, inflexible / Il terrore non è altro che la giustizia rapida, severa, inflessibile; esso è dunque emanazione della virtù» – gli si sta rivoltando contro. Gli estremisti vogliono ateizzare la Francia, vogliono centralizzare ancora di più il potere: lo Stato è uno, e c’è una sola religione, lo Stato. Robespierre non ama l’ateismo, e teme che insistere finirà con l’alienare alla Rivoluzione le campagne. Non ama neppure la piega che stanno prendendo gli eventi. L’Assemblea decreta una prima legge contro la Vandea e manda un primo esercito. Non basterà. Ormai l’Armata Cattolica e Reale conta decine di migliaia di uomini, dall’iniziale spontaneismo si è data una organizzazione gerarchica, ha un generalissimo e un comando militare che sovrintende i diversi distretti. Ci vorrà una seconda legge – in cui il massacro viene legittimato – e un secondo esercito. Circondata dai nemici esterni e destabilizzata dalla guerra civile interna, la République divorerà la Vandea. Per sopravvivere. D’altronde divorerà i suoi stessi capi, ogni Comitato di Salute pubblica finirà sul patibolo, seguito da un altro Comitato di Salute pubblica che finirà, a sua volta, sul patibolo. Ma la Vandea è rasa al suolo. Non ne esiste più nulla, neppure il nome: ora è una provincia Vengée, terra vendicata. S’è compiuto quello che si proponeva il cittadino dell’Assemblea Jean-Baptiste Carrier – «Nous ferons un cimetière de la France plutôt que de ne pas la régénérer à notre manière et de manquer le but que nous nous sommes proposé / Faremo un cimitero della Francia piuttosto che non riuscire a rigenerarla alla nostra maniera e di fallire in ciò che ci siamo proposti». La Vandea è un cimitero. Carrier, mandato in missione in Vandea («missionario del Terrore», lo definirà lo storico Jules Michelet), cadrà insieme a Robespierre: arrestato il settembre 1794, processato in novembre, ghigliottinato a dicembre. Il Terrore è prompte, sévère, inflexible.
Tra il novembre e il dicembre 1793, vennero ghigliottinate centinaia di persone con l’accusa di essere complici dei vandeani e vennero fucilati migliaia di vandeani (con una media di duecento fucilazioni al giorno). Si sprecavano pallottole e Carrier pensò, allora, di trovare un metodo più rapido per giustiziare in massa i condannati, così ideò le Noyades, cioè legavano i condannati per le mani e per i piedi, quindi li caricavano su una barca e una volta raggiunto il centro del fiume Loira, l’affondavano aprendo delle falle sotto la linea di galleggiamento. Li annegavano. Vivi. Cominciarono di notte, che un po’ si vergognavano, poi ci presero la mano e le fecero pure di giorno. In certi casi li raccolsero in luoghi chiusi e poi gli diedero fuoco. Li bruciavano. Vivi.
Donne e bambini vennero passati a fil di spada, e insomma non si fecero mancare nulla di tutto l’orribile armamentario delle guerre civili. Fecero persino le fumigation, scioglievano l’arsenico e ne liberavano i gas in una stanza chiusa.
Gli storici racconteranno: da una parte i Lumi, la Ragione, i Diritti dell’Uomo, la Cittadinanza universale; dall’altra il Sacro Cuore di Gesù, la Fede, i Valori della Tradizione, Dio Re e Famiglia. Da una parte il Progresso, dall’altra la Reazione. Da una parte la Rivoluzione, dall’altra la Restaurazione. Sarà la lettura imperante. La Vandea diventerà un lemma, un’espressione metaforica. Poi, l’orribile paradosso che solo la spada può portare la libertà, che solo i massacri possono rigenerare la società e costruire l’uomo nuovo metterà in nuova luce le memorie, i racconti, i diari del tempo: la Vandea fu un populicide – la strage di un popolo.
Un paradosso che si ripropone spesso nella Storia. Come lo scontro tra metropoli e “sacro cuore” delle nazioni.

Roma, 23 novembre 2016
pubblicato su “il dubbio”, quotidiano del 26 novembre 2016

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in culture. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...